Translate

domenica 29 maggio 2016

La notte delle Streghe! L'acqua di San Giovanni.

In occasione dell'avvicinarsi della notte di San Giovanni o "Notte delle streghe" propongo un articolo tratto dal sito: http://www.lanottedellestreghe.net/le-erbe-di-san-giovanni/



Le erbe di San Giovanni

Un’usanza molto diffusa era anche quella della raccolta delle erbe di San Giovanni: si diceva che in questa notte e bagnate dalla rugiada avessero funzioni farmacologiche: in un proverbio romagnolo si dice “la guaza ‘d San Zvàn la guarès ogni malàn” (la rugiada di San Giovanni guarisce tutti i mali). Si riteneva addirittura che chiunque si bagnasse con la rugiada durante questa magica notte si dotava di una barriera in grado di difendere da ogni tipo di corruzione.
Con l’utilizzo di erbe si preparavano talismani con la convinzione che la singolare posizione degli astri concorresse a caricarli di virtù.
Tra le erbe di San Giovanni usate come talismani possiamo menzionare:
− l’iperico dai fiori gialli, da tenersi sul corpo tutta la notte per proteggere dalle sventure, e garantire sonni sereni, o fuori dalle porte per proteggere le famiglie;
− l’artemisia contro il malocchio;
− la ruta per le proprietà curative, e come scaccia diavoli, data la sua forma a croce;
− la menta bagnata dalla rugiada a garanzia della lunga vita;
− la salvia a proteggere dalle creature malvagie;
− la verbena simbolo di pace e prosperità; cara alle streghe, era in grado di guarire dalle malattie;
− il ribes i cui frutti rossi sono chiamati anche bacche di San Giovanni;
− la vinca, utilizzata anch’essa per la preparazione di talismani vegetali;
− la mandragora, una delle piante più pericolose, con la doppia facoltà di sedare ed eccitare data la sua essenza ambivalente, maschio e femmina; molto cara alle streghe, la usavano per preparare narcotici e filtri d’amore;
− il rosmarino che, appeso con iperico e ruta alle porte delle case, teneva lontani diavoli e streghe;
− l’aglio, potentissimo talismano, se raccolto prima del sorgere del sole era particolarmente forte contro la stregoneria;
− l’artemisia, preservava dai fulmini ed era amuleto protettivo contro il malocchio;
− la lavanda, riposta a mazzetti nei cassetti e negli armadi, proteggeva la biancheria e per estensione anche tutta la famiglia;
− la felce, donava capacità divinatorie, forze soprannaturali e sapienza (secondo le credenze il suo fiore si schiude solo la Notte di San Giovanni, resta visibile per un attimo e può essere raccolto solo dopo aver lottato con il diavolo);
− l’erba carlina, che serviva ad impedire il passo malefico della strega; se inchiodata alla porta di casa infatti, costringeva la strega a contarne con esattezza tutti i capolini.
Con queste piante era possibile fare l’”acqua di San Giovanni”; se raccolte nella notte fra il 23 e il 24 giugno, messe in un bacile colmo d’acqua lasciato fuori casa per tutta la notte aveva il potere di aumentare la bellezza, preservare dalle malattie ma nello stesso tempo difendere dal malocchio, l’invidia e le fatture, soprattutto quelle pronunciate contro i bambini.

martedì 2 febbraio 2016

Il bacio rubato

Cos'hai pensato
quando con un gesto
hai cancellato le mie certezze?

Sei come un temporale estivo
e subito dopo il sole!

Avrei voluto chiedere perché
invece ho soltanto sorriso,
non sono riuscito a parlare.
Ti ho osservato ed ho sorriso,
mentre ti allontanavi,
mantenendo lo sguardo sui miei occhi.
Forse certe cose a volte,
accadono senza un motivo,
ed è meglio non chiedere.

Rimane il ricordo,
il tuo sguardo,
e quello che avresti potuto dire.

mercoledì 16 dicembre 2015

Tipico dolce Ternano il "Pampepato" - Fonte: http://dolciricette.blogspot.it/2006/12/pampepato-ternano-meme-natalizio-di.html

PAMPEPATO TERNANO 

VENERDÌ, DICEMBRE 15, 2006
Ricettina per il meme natalizio di Nanna....

Questo è il tipico dolce natalizio della mia città, ed ha più di 500 anni ...non manca in nessuna casa, chi non li prepara ce l'ha comunque perchè si usa regalarli....
E' stato creato anche il "CONSORZIO PAMPEPATO TERNANO SWEET UMBRIA", per distribuirlo in tutto il mondo...
Di seguito riporto la ricetta che facciamo a casa e la spiegazione del procedimento arriva direttamente dal sito ufficiale del
 pampepato ternano, qui le dosi nn ci sono...gli ingredienti sono sempre gli stessi ma in ogni casa c'è chi toglie o aggiunge qualcosa a seconda dei gusti o per dare un tocco personale ed ereditario alla ricetta....come vedrete le dosi sono molto abbondati, ne vengono più di 40 dipende dalla grandezza che si da al pampepato....è una bella bomba calorica, ma sotto le feste uno strappo alla regola si può fare...se volete provarlo potete anche quantità minore di ingredienti.

Ingredienti:
- 3 kg e mezzo di noci
- 1/2 kg di mandorle
- 1/2 kg di nocciole
- 1/2 kg di canditi
- 2 etti di pinoli
- 8 etti di uvetta
- 7 etti di miele
- 1 kg di cioccolato fondente
- 1 confezione di cacao amaro
- 2 confezioni di cacao dolce
- noce moscata, cannella, mistrà, pepe
- 2 bicchieri di mosto cotto
- 3 etti di farina
- 3 manciate di zucchero
- caffè

Preparazione: Dopo aver tostato noci, mandorle e nocciole in forno, mettere il tutto in un grande recipiente ed aggiungere pinoli, uvetta, cedro e arancia canditi, pepe, cannella, noce moscata ed infine la farina.
In una pentola grande fondere a caldo il miele, il mosto cotto d'uva, il cacao amaro e dolce, il cioccolato fondente, lo zucchero ed il caffè. Aggiungere tutti i liquidi ottenuti al composto di frutta secca e spezie.
Mescolare fin quando non sarà tutto bene amalgamato e cominciare a formare i Pampepati, panetti dal diametro di 8-10 cm e dal peso di circa 250 gr ciascuno bagnandosi le mani con il caffè.
Sistemarli in una teglia antiaderente distanti l'uno dall'altro 3cm circa.
Lasciare riposare e raffreddare per un oretta circa,  poi cuocere  in forno a 180° circa per 20 minuti, devono apparire lucidi in superficie.

Per la migliore degustazione si consiglia di tagliare a piccoli spicchi il Pampepato ed abbinarlo ad un vino Umbro dolce o passito.